Giovanni Giolitti non fu un trascinatore di folle, né un ideologo infiammato, ma un amministratore freddo, un calcolatore pragmatico e un profondo conoscitore della macchina statale. La sua figura domina la scena politica italiana per quindici anni, guidando il Paese verso la modernità industriale, ma lasciando dietro di sé un'eredità di pesanti dicotomie.